Quale vino abbinare ai tradizionali dolci della festa dei morti?

vin santo

Si sta avvicinando a grandi passi la Commemorazione dei Defunti, una giornata importante dal punto di vista della cristianità e delle tradizioni popolari, che si rispecchiano nelle tavole degli italiani imbandite con una vasta selezione di prodotti tipici regionali. Come vuole l’antica tradizione, la vigilia del 2 novembre in tutta Italia si pongono svariati cibi sul tavolo da pranzo insieme a delle candele per allietare il soggiorno in casa dei defunti, che solo in questa notte speciale tornano sulla terra a fare visita ai propri cari.

In Italia il culto dei morti è molto sentito, infatti viene invocata la loro intercessione presso l’Altissimo ogni volta che si presenta un problema o un malanno. Al sud Italia c’è l’usanza di rivolgersi ai cari estinti anche per chiedere ispirazioni profane che esulano dalle preghiere come ad esempio quelle di suggerire i giochi a premi da fare in ricevitoria o su Voglia Di Vincere Casinò Online, il portale dei divertimento autorizzato dall’ADM ( Amministrazione Dogane e Monopoli) che offre agli utenti tante ore di svago in piena sicurezza. Tornando alle leccornie da gustare il 2 novembre, ad ogni regione italiana corrisponde un dolce tipico, di conseguenza elencare tutte le specialità dolciarie della penisola sarebbe complicato. Di seguito parleremo di uno dei dolci più diffusi: le Fave dei Morti. Si tratta di biscotti secchi dalla friabilità che varia in base alla ricetta i cui ingredienti sono: mandorle, farina, uova, zucchero e cannella.

Vin Santo: l’abbinamento giusto per le Fave dei Morti

Ad ogni dolce della tradizione viene abbinato un vino oppure un liquore locale, il vino che più si addice per gustare al meglio le Fave di Morti è il Vin Santo. Questo vino di origine toscana è un passito dolce dalla consistenza densa, profumo intenso e dal sapore fruttato che si ottiene da uve Trebbiano toscano e Malvasia del Chianti oppure con le uve Sangiovesi. Il suo colore copre le sfumature che vanno dai toni dell’ambrato al giallo tenue (paglierino), la gradazione alcolica è compresa tra i 14 e i 16 gradi. Il termine passito indica che si tratta di un vino prodotto con uve lasciate ad appassire dopo la vendemmia su stuoie fatte di canne o grandi cassette di legno utili a garantire la giusta traspirazione e un’adeguata perdita di umidità. Oltre che su stuoie e cassette di legno, i grappoli si possono fare appassire mesi appendendoli al soffitto per un tempo che di solito non supera i tre mesi. Al termine del periodo di appassimento si può passare alla spremitura tenendo per circa 4 giorni mosto e vinaccia ad una temperatura di 22°. Il segreto per ottenere un vino di qualità è quello di piantare le viti in terreni secchi e soleggiati inoltre è necessario scegliere dei grappoli con pochi acini e dalla buccia spessa in modo tale che appassiscano senza marcire. Il Vin Santo si sposa ottimamente con diverse tipologie di biscotti e dessert, basti pensare ai famosi cantuccini toscani di cui è considerato l’abbinamento ideale.