Basilicata: Non solo Matera

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Nel 1950 a Matera il tempo scorreva lento, lentissimo. Il sorgere e il tramontare del sole scandivano le giornate degli uomini e delle donne che lavoravano la terra. I pochi soldi che si riuscivano a guadagnare venivano investiti per comprare gli animali, fedeli compagni di lavoro e di vita; con loro si condivideva la fatica e il riposo. Le case, scavate nella roccia dagli antenati, erano, allo stesso tempo, stalle e focolare. Era impossibile credere che gli uomini condividessero i propri giacigli con gli animali, era uno sgarbo al progresso, una vergogna.

Da vergogna a vanto nazionale

Oggi Matera, dopo un lungo lavoro di riqualificazione, è stata nominata “Capitale Europea della Cultura 2019”. Quelli che un tempo erano tuguri, oggi sono raffinati abitati, scavati nella roccia, collegati da una rete di stradine lastricate, bianche, bianchissime.

Un presepe a cielo aperto. Matera, oggi, è il simbolo del riscatto della Basilicata.

Non solo Matera

La storia del riscatto di Matera è l’emblema di una regione intera: la Basilicata, un lembo di terra, per la maggior selvaggia e montuosa, chiusa tra la Campania, la Puglia e la Calabria. Una delle poche regioni peninsulari ad essere bagnata da due mari – lo Ionio e il Tirreno– e, allo stesso tempo, ad ospitare alcune delle vette più alte degli Appennini.

Matera, “Capitale Europea della Cultura 2019” è l’occasione unica per scoprire uno scrigno di scorci mozzafiato, tradizioni secolari e cibo verace.

Le Dolomiti Lucane

Dalla “Città dei Sassi”, addentrandosi verso ovest, si arriva in un’oretta di auto alle Dolomiti lucane, nel cuore della regione, già in provincia di Potenza. Le Dolomiti, più piccole rispetto alle omonime alpine, ma caratterizzate dalle stesse guglie acuminate e picchi brulli, sovrastano i boschi di querce.

Nel parco, una delle attrazioni simbolo: il “Volo dell’angelo”.

La Val d’Agri

Lasciando le Dolomiti e scendendo verso sud, il paesaggio di alta montagna, si apre a valli verdeggianti e floride. Il cuore della regione è solcato dal fiume Agri. Lì vi si trovano i resti della città romana di Grumentum.

La zona, estremamente fertile, è famosa per diverse produzioni gastronomiche, tra tutte, i fagioli di Sarconi e il canestrato di Moliterno.

I calanchi di Aliano

A est della Val d’Agri – di nuovo in provincia di Matera- si trova uno dei paesaggi più suggestivi: i Calanchi.

Carlo Levi confinato dal regime fascista si trovò di fronte uno spettacolo alieno: enormi rocce argillose, erose dall’acqua, che nei secoli ha creato profondi solchi, come rughe in un volto.

Un paesaggio aspro e a tratti desertico, set in estate del Festival di Paesologia “La luna e i calanchi”.

Il Pollino

A sud Ovest della Val d’Agri, si risale verso la seconda vetta dell’Appennino: Il massiccio del Pollino.

Il massiccio, che si estende tra la Basilicata e la Calabria è il Parco Nazionale più grande dello Stivale.

Maratea

Dal Pollino, andando verso il Tirreno, l’Appennino scivola a picco sul mare. A sovrastare Maratea, come il Cristo Redentore a Rio, vi è l’enorme statua di San Biagio.

La “perla del Tirreno” si distingue per le sue spiagge di pietra nera e per il mare cristallino. In estate la cittadina si riempie di cultura con il “Maratea Film Festival”.