Orbetello

Orbetello è situato di fronte al promontorio dell’Argentario, in una posizione così particolare da ricevere nel corso del tempo diversi nomi.

Uno di questi è, per esempio, Città Anadiomene, in quanto richiama alla mente la dea dell’amore che fuoriesce dall’acqua.
Da alcuni, inoltre, è stato paragonato alla prua di una nave, pronta a solcare le acque dell’omonima laguna.
In ogni caso, Orbetello appare subito in una ambientazione suggestiva ed unica, circondato dalla laguna e collegato all’Argentario da una sottile striscia di terra, la diga, fatta costruire dal Granduca di Toscana negli anni 1841-1842.

Gli unici collegamenti naturali della terraferma al promontorio sono rappresentati dal tombolo della Feniglia e da quello di Giannella, posti rispettivamente a levante ed a ponente del paese.
La cittadina, grazie alla sua posizione geografica nel mezzo della tranquilla laguna, costituì sempre per i naviganti del passato un valido rifugio, protetto dalle traversie del libeccio del ponente.
Per questo motivo ebbe scambi e commerci fiorenti durante il periodo etrusco: le navi che commerciavano con Kaletra, con i centri della Valle dell’Albegna e con Vulci sostavano sicure nella cittadina al riparo dei venti e dalle forti correnti.

Del resto l’insediamento umano è molto più antico; testimonianza ne forniscono reperti di silice ed osso dell’uomo del Neolitico, mentre alcune urne cinerarie protovillanoviane denunciano la presenza di popolazioni insediatesi nel territorio nel periodo in cui si estinse il rito dell’inumazione per dar luogo all’incenerazione, che permetteva ai marinai-mercanti di riportare in patria i resti mortali dei loro compagni caduti. Inoltre, recenti scavi hanno riportato alla luce fondazioni etrusche risalenti al VII secolo a.C. .

Orbetello nel corso dei secoli fu ambito possesso di molti popoli: dai Romani ai barbari, alla Repubblica di Siena e quindi agli Spagnoli, che nel 1557 vi costituirono lo Stato dei Reali Presidi di Spagna, comprendendo in esso anche Porto Ercole, Porto Santo Stefano, Talamone e Longone nell’isola d’Elba. Fu proprio nel periodo che va dal 1557 al 1707 che la città visse il suo massimo splendore, negli anni in cui Orbetello fu la capitale dei Reali Presidi.

Da vedere è certamente la Cattedrale di Santa Maria Assunta edificata, probabilmente, sui resti di un precedente tempio del V secolo a.C. dedicato a Giove. Di particolare interesse anche la Chiesa di San Francesco di Paola e quella dedicata alla Madonna delle Grazie. Una curiosità è rappresentata dal Mulino Spagnolo all’inizio della diga che collega la città all’Argentario.
Città etrusche ed incantevoli borghi medievali preservati nella loro condizione naturale sono caratteristici di questa zona.

Da non perdere gli scavi di Albinia che hanno hanno portato alla luce anfore vinarie a dimostrazione di un grande commercio di vino tra la Maremma e la Francia: imbarco Albinia-Argentario;arrivo Marsiglia; su per la Loira e poi per tutta la Francia. Tra gli scavi anche due fornaci a testimonianza di una vera industria del vino.

Per quello che riguarda la cucina locale, molto apprezzati sono i filetti di cefalo, gli Spaghetti alla bottarga (uova di tonno o muggine seccate e grattuggiate sulla pasta) e le Anguille sfumate (trattate con sale, aceto, conserva e peperoncino). Per gli amanti della carne è possibile degustare tutti i prodotti tipici della Maremma accompagnati da ottimi vini bianchi e grandi vini rossi.

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