Itinerari

Il Percorso Dei Sapori, Dei Profumi, Dell’incanto

produttore: Associazione Strada Del Vino E Dei Sapori Colli Di Maremma – Via XX Settembre – 58054 Scansano (GR)

Il percorso dei sapori, dei profumi, dell’incanto. Chi cerca la poesia dei sapori, l’incanto della natura o semplicemente una vacanza ‘diversa’ sicuramente resterà estasiato da questi posti. Magliano in Toscana, Scansano, Campagnatico, Roccalbegna, Semproniano e Manciano sono infatti i capisaldi delle antiche tradizioni maremmane, tramutatesi poi nei profumi delle loro campagne, nei sapori del loro vino, dei formaggi, dell’olio e di una gastronomia che nasce nel rispetto delle tradizioni più antiche e genuine. Il contorno è costituito dalla storia espressa attraverso i loro castelli, edifici che racchiudono la storia di questa civiltà ma sempre attuali. Magliano in Toscana con il suo centro storico racchiuso tra le mura di un antico castello, con il suo ulivo ultramillenario che a guardarlo sembra di leggergli la storia del mondo, che ti racconti di antichi etruschi, di guerre romane, di orde di barbari fino ad arrivare ai nostri giorni. Poco più in là Pereta con il suo Cassero, la sua caratteristica Porta e la sua Torre, a testimonianza della dinastia degli Aldobrandeschi. Scansano e la sua storia. Il suo Centro Storico, la sua torre ad orologio, il suo Museo della Vite e del Vino, quello archeologico. Tutte testimonianze di un passato glorioso ma sempre vivo, attuale. Campagnatico dall’alto di un colle si erge maestoso ed austero da più di mille anni, ai suoi piedi distese di oliveti e vigne gli fanno da contorno. Roccalbegna, antica borgata immersa fra le sue colline maremmane, dal cui ‘Sasso’ nasce il fiume Albegna, il fiume madre della vallata sottostante fino al mare. Semproniano, ‘incastonato’ nella vera natura maremmana. Di particolare rilievo l’Oasi del WWF “Bosco di Rocconi”. Il posto ideale per chi ama la natura vera, selvaggia, senza sorta di compromesso con il moderno. Qui la natura è allo stato puro, con la sua fauna, la sua flora. Manciano e il suo Cassero Senese, si erge dominando tutta la vallata sottostante. Poco più in là, Saturnia con le sue terme. Si racconta che queste siano state un regalo del ‘dio del fuoco ’ a queste terre, la gemma di un patrimonio naturale unico. In particolare: La gastronomia del posto; Il Morellino di Scansano; l’olio extravergine d’oliva; I formaggi.

 

 

Il Percorso Dell’acqua, Dei Colori, Delle Meraviglie

produttore: Associazione Strada Del Vino E Dei Sapori Colli Di Maremma – Via XX Settembre – 58054 Scansano (GR)

Il percorso dell’acqua, dei colori e delle meraviglie. Capalbio, Monte Argentario, Orbetello, Grosseto, Isola del Giglio. Chi apprezza le cose buone della terra, le sue proposte e le sue opere, di certo non resterà impassibile davanti al miracolo della Costa d’Argento. Una Striscia di terra che racconta di un popolo, di una civiltà, di antiche battaglie. Una striscia di terra che parte da Capalbio fino ad arrivare a Grosseto, che cambia aspetto di continuo. Ora una costa bassa e piatta dalla sabbia finissima e bianca, poco più in là alte e frastagliate coste dove le onde giocano con le rocce che a picco affondano in mare. Promontori ed insenature, il blu del mare che spesso si mischia al verde della pineta, altro patrimonio naturale di prim’ordine di questo territorio. Che dire poi del parco dell’Uccellina, un lembo di terra che riproduce fedelmente la vita maremmana di un tempo, i suoi butteri, le sue vacche, i cavalli allo stato brado e la natura, tanta natura e selvaggina. Un vero bagno di tradizioni e usi di maremma vera ! Per chi arriva da sud, lungo l’Aurelia, quasi d’obbligo diventa la prima sosta a Capalbio, un paese posto sulla cima di una collina, racchiuso in se stesso, quasi custode geloso dei suoi segreti, del suo castello. Siamo nella zona DOC dei vini Capalbio e dell’Ansonica Costa dell’Argentario. Ridiscendendo poi verso l’Aurelia e proseguendo verso Grosseto, si entra nel territorio del comune di Orbetello. Posizionata sull’omonima laguna ci ricorda una piccola Venezia, alzando gli occhi al cielo, o scrutando fra i canneti della laguna stessa, non è raro scorgere uccelli acquatici e trampolieri ormai scomparsi nelle altre zone d’Italia; un esempio per tutti il fenicottero rosa! Continuando il percorso, una striscia di terra sospesa sull’acqua ci porta nel territorio di Monte Argentario. Questo è il regno dell’Ansonica DOC. Ci si trova davanti ad uno scenario naturale tra i più belli al mondo, dove il connubio tra acqua e terra è perfetto. Testimonianze sparse dalle tradizioni di antichi navigatori ci fanno pensare che questa non è solo una terra di vini, ma tanto altro ancora. Più avanti Talamone affacciata sul suo caratteristico golfo; Guardando il mare, a sinistra, si ha il sospetto che il dio Nettuno ammaliato dalla bellezza di questo posto, abbia fatto sorgere dal mare una perla chiamata poi Isola del Giglio. Abbandonando questo posto a malincuore, ma consapevoli che lungo il percorso altre emozioni sostituiranno quelle appena provate, sempre proseguendo per l’Aurelia si entra nel territorio del vino a DOC Parrina. Questa è una zona piccola ma ricca di proposte e valori, quindi non di solo vino seppure di grande qualità. La pianura comincia a lasciare il posto alle colline, i fitti boschi fanno pensare alla presenza del suo re, il cinghiale! Greggi di pecore e oliveti che costeggiano la strada tra un vigneto e l’altro fanno intuire che l’olio ed il formaggio insieme al vino fanno parte delle proposte enogastronomiche del territorio. Più avanti, sempre percorrendo l’Aurelia il Parco dell’Uccellina, un lembo di terra che riproduce fedelmente la Maremma di una volta, i suoi butteri, i suoi cavalli allo stato brado, le vacche maremmane e poi la natura, tanta natura e tanto rispetto per essa. Si prosegue, costeggiando il Parco della Maremma, sino ad arrivare a Grosseto. Un tuffo nella città per capire lo splendore del suo passato ma soprattutto del posto che si sta ritagliando nella storia futura. E’ una città a misura d’uomo, che tiene conto degli spazi necessari e del rispetto dell’ambiente, senza nulla trascurare alle esigenze della vita moderna. Da visitare: Il Museo Archeologico Nazionale di Cosa ad Ansedonia; Il Giardino dei Tarocchi a Capalbio; L’Acquario della laguna a Talamone; Da degustare: Il vino Parrina DOC nelle tipologie bianco e rosso; Il vino Capalbio DOC nelle sue tipologie bianco, rosso e rosato; Il vino bianco Ansonica Costa dell’Argentario DOC; La bottarga di Orbetello; Il Panficato del Giglio; I pesci della laguna di Orbetello; l’olio extravergine d’oliva; La palamita; La carne maremmana.

 

 

Il Percorso Del Tufo. Un Viaggio Nella Storia Alla Scoperta Delle Radici Di Un Popolo, Della Sua Cultura, Delle Sue Tradizioni.

produttore: Strada Del Vino E Dei Sapori Colli Di Maremma – Piazza del Pretorio 4 – 58054 Scansano (GR)

Un fine settimana per chi ha sete di conoscere, di sapere e di sapori. Un week-end all’insegna della cultura, delle conoscenze e della scoperta di cose nuove pur tenendo in conto il piacere di una eno-gastronomia raffinata e nel contempo intensa, uno scenario naturale dalle forti sensazioni. Questo è il percorso del tufo, un territorio racchiuso tra Sorano, Pitigliano fino a Manciano, altro borgo medievale che racconta la sua storia dall’alto del suo castello austero ed imponente. Pitigliano. Il ritaglio da un presepe napoletano del settecento incastonato nel tufo della maremma. Già, è proprio questa la prima impressione che avverte il visitatore quando subito dopo un tornante della vecchia statale 74 maremmana si immette sulla via che porta all’ingresso del paese. Sensazioni di un passato che squarcia il presente. Pitigliano con le sue grotte scavate nel tufo, i suoi cunicoli che una volta servivano da rifugio prima per gli antichi etruschi poi per gli ebrei , ora cantine naturali per l’invecchiamento dei suoi vini rossi, il Sovana in primis. Pitigliano con le sue tradizioni ebraiche, la sua Sinagoga, le tracce degli Orsini evidenti e per certi aspetti ancora attuali. Pitigliano per gli arcani misteri che ancora cela nel sottosuolo, le sue ‘Vie Cave’, ciclopiche costruzioni scavate dagli etruschi nei fianchi delle montagne di cui ancora non sono ben chiare e precise le ragioni di tanto, forse per motivi bellici, o forse vie sacre che collegavano le varie necropoli . Sorano. La Fortezza Orsini, emblema di antichi splendori. Situata a pochi minuti d’auto da Pitigliano , lascia trasparire attraverso il suo Centro Storico tracce Aldobrandesche sino ad arrivare a quelle degli Orsini la cui massima rappresentatività è espressa dalla omonima Fortezza, baluardo difensivo contro le invasioni nemiche, adeguatamente fortificato ed ancora ottimamente conservato e visitabile. Ad un tiro di schioppo Sovana, un incanto del passato che a distanza di secoli brilla ancora di luce propria. Un piccolo borgo scolpito nel tufo, la sua piazza con il Duomo, le necropoli etrusche tra cui in particolare La tomba di Ildebrabnda, un inno alla storia. Per dar spazio ai sapori , in particolare:- · Il vino Bianco di Pitigliano ed il Rosso di Sovana; · Il fagiolo bianco di Sorano; · Lo sfratto di Pitigliano, un dolce particolare legato alla storia del territorio. Per la sete del sapere e delle conoscenze: Il Museo Archeologico all’aperto Alberto Manzi ’ La Città dei vivi e dei morti’; Museo Ebraico , Sinagoga e Ghetto.