Parrina
G.U. Repubblica italiana n. 200 del 26 Agosto 1993
Decreto ministero Agricoltura e Foreste del 2 agosto 1993
Denominazione di origine controllata dei vini "Parrina"
Ha sostituito il Dpr 11 agosto 1971 (modificato dal Dpr 11 luglio 1986).
Modificato dal D.m. 12 gennaio 1994, dal D.m. 8 settembre 1997.
Rettifica G. U. n. 276 del 26 novembre 1997.
Disciplinare di produzione
Articolo 1.
La denominazione di origine controllata "Parrina" è riservata ai vini rossi, bianchi e rosati, che rispondono alle condizioni e ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione.
Articolo 2.
I vini "Parrina" rosso e rosato devono essere ottenuti da vigneti aventi, nell'ambito aziendale, la seguente composizione varietale: Sangiovese: almeno il 70%; possono concorrere altri vitigni a bacca nera non aromatici, raccomandati o autorizzati nella provincia di Grosseto, presi da soli o congiuntamente per la restante parte.
Il vino "Parrina" bianco deve essere ottenuto da vigneti aventi, nell'ambito aziendale, la seguente composizione varietale:
Trebbiano toscano (Procanico): dal 30 al 50%; Ansonica e/o chardonnay: dal 30 al 50%; possono concorrere altri vitigni a bacca bianca non aromatici, raccomandati o autorizzati per la provincia di Grosseto, presi da soli o congiuntamente fino a un massimo del 20%.
Articolo 3.
Le uve devono essere prodotte nella zona di produzione che comprende parte del territorio comunale di Orbetello.
Tale zona è così delimitata:
partendo dalla Fornace Bartolini sita nei pressi della stazione ferroviaria di Albinia la linea di delimitazione segue il corso del torrente Radicata dalla statale n. 74 fino al ponte del fosso del Magione nei pressi della località Priorato, segue detto torrente Magione fino a quota 6 e quindi, verso nord-est, per 750 metri la strada poderale che conduce alla fattoria La Polverosa per raggiungere al km 6,700 la strada statale maremmana n. 74, dopo aver costeggiato il limite orientale del campo di aviazione. Segue detta strada statale n. 74 fino al km 8 e, piegando a destra, continua lungo la strada doganale fino alla quota 14 in prossimità della sorgente del fosso Magione. Dalla quota 14, in direzione ovest, la linea di delimitazione segue le pendici delle colline rocciose di Poggio Raso, Poggio Spocciatoio e Poggio Pratino, fino a raggiungere la strada poderale che collega il Priorato con la Torretta. Da detta strada sale verso la cresta del Poggio Pratino e, con una linea spezzata che tocca - prima verso sud e poi verso ovest - le quote 99, 166, 153,174 (Poggio della Fata), 165,154, 77 (Poggio Fornace), giunge alla strada di Vecchia Dogana presso il casale Terra Nuova e successivamente al casale Tiberini. Di qui segue la strada vicinale che passa per Cerreto, toccando il casale Guglielmina, fino a incontrare la strada vicinale che conduce alla cantoniera del Ramo per poi continuare lungo la strada costruita dall'Ente Maremma, che corre quasi parallela alla ferrovia Roma-Pisa dalla suddetta cantoniera del Ramo fino alla Fornace Bartolini, punto di partenza della delimitazione.